MARMO

..Volgarmente definito,
Varietà metamorfica di calcare, cristallina e compatta, usata principalmente in scultura e in edilizia.
Commercialmente il termine include ogni roccia costituita da carbonato di calcio in grado di essere lucidata, compresi alcuni calcari ordinari, talvolta la definizione è ancora più impropria, e comprende tutte le pietre lucidabili usate per mensole e pavimenti, fino al granito.

La superficie del marmo si altera rapidamente quando viene esposta ad aria umida e acida, in aria asciutta, tuttavia, è molto resistente. La più pura forma di marmo è il cosiddetto Marmo Statuario, bianco, con struttura cristallina visibile.
La peculiare lucentezza del Marmo Statuario è dovuta alla riflessione della luce, che penetra appena nel materiale, da parte della superficie dei cristalli interni.
La più famosa varietà di marmo statuario nella antichità è stata il marmo del Pentelico (che prende nome dal monte Pentelikon, in Attica), materiale usato dai più grandi scultori dell'antica Grecia, come Fidia e Prassitele.
Il marmo di Páros, anch'esso usato dagli antichi scultori e architetti greci, veniva estratto soprattutto sul monte Parpessa, nell'isola greca di Páros.
Oggi ringraziando anche la tradizione Italiana, nella lavorazione del marmo sia esso per uso monumentale che edile, il marmo più conosciuto a livello mondiale è Il Marmo di Carrara, (abbondante nelle Alpi Apuane, viene cavato nei dintorni di Carrara e di Massa) ed ha sostituito con onore le varie qualità di bianco/grigio utilizzate in architettura, considerato per bellezza , lusso e resistenza ,in tutte le sue sfumature e venature dalla qualità Statuario al Classico B,C e D.
 
Molti dei capolavori scultorei di Michelangelo vennero realizzati con questo marmo, durante la sua travagliata vita di Artista.
Altre varietà di marmo Italiano, le più note sono, il Verde Aver, il Rosso Verona, il Nero Portoro, il Perlato di Sicilia ed altri ancora, (facilmente risonoscibili nella nostra lista di fotografica marmi e graniti ) e contengono gradi di impurità, tali da conferire speciali effetti di colore e screziatura talora molto apprezzati dal punto di vista estetico.
Esse vengono utilizzate soprattutto per la pavimentazione o rivestimento di interni , l'arredamento degli interni, nelle superfici di tavoli oscrivanie ed anche per oggetti ornamentali.
Il "Marmo di Carrara", tesoro delle Alpi Apuane, rappresenta da sempre fonte di lavoro e di sostentamento per le popolazioni locali, questa attività millenaria ha modellato e trasformato l'ambiente naturale creando un paesaggio dalle caratteristiche veramente uniche.
Al centro di un crescente interesse di pubblico, le Alpi Apuane fin dal 1700 hanno richiamato l'attenzione di geologi e naturalisti per le loro straordinarie peculiarità, gli uni attratti dagli innumerevoli fenomeni carsici tra cui il famoso antro del Corchia, la cavità più profonda ed estesa d'Italia, gli altri, dai preziosi endemismi della flora e della fauna, la cui presenza, da sola, giustifica la protezione di questi ambienti.
La regione Toscana con la legge 5/85 ha infatti istituito il Parco Naturale delle Alpi Apuane, promuovendo così la salvaguardia di un territorio unico nel suo genere.
L'area del parco ha una superficie complessiva di 540 kmq, abbraccia due provincie, Lucca e Massa Carrara, e ventidue comuni. I comuni della Versilia che ricadono nel territorio del parco sono: Camaiore, Pietrasanta, Seravezza e Stazzema.
Le cave di marmo sono locate nei quattro bacini del territorio a monte di Carrara, il Bacino di Boccanaglia, il Bacino di Torano, il Bacino di Miseglia ed il Bacino di Colonnata.


Il novanta per cento delle cave dei quattro bacini è a cielo aperto, lungo il versante o sui crinali, mentre per il restante dieci per cento è sotterraneo. L'escavazione del Marmo di Carrara avviene dall'alto verso il basso per abbattimento di gradini successivi. L'altezza e l'estensione di questi gradini dipendono molto dal tipo di marmo e dalle dimensioni della cava; in genere si lavora solo un gradino alla volta abbattendo successive bancate. Il taglio di questi gradini avviene utilizzando prevalentemente macchinari a filo diamantato, con i quali e possibile eseguire sia tagli verticali sia orizzontali, ma anche usando tagliatrici a catena, che limitano però la profondità massima del taglio a 3 metri. Una volta eseguito il taglio della bancata, utilizzando cuscini metallici, si procede al distacco della parte superiore permettendo così l'inserimento di martinetti idraulici per il ribaltamento completo. Ultimato il ribaltamento, utilizzando le tagliatrici a filo diamantato, si provvede alla riquadratura del blocco per essere in seguito tagliato in lastre con i telai. I blocchi così lavorati sono pronti per il trasporto a valle. Un tempo, i blocchi erano fatti scivolare lungo il versante della montagna su travi di legno insaponate sino alla strada e poi caricati su carri trainati da buoi, era la Lizzatura. Nel secolo scorso si utilizzava la ferrovia, chiamata Marmifera, ed infine ai giorni nostri con automezzi a motore su strade oramai completamente asfaltate. A valle i blocchi sono inviati alle segherie per il successivo taglio o spediti nel mondo per la lavorazione finale. Gli scarti di lavorazione sono inseriti in discariche, i ravaneti, sui crinali lungo le strade d'accesso alle cave. Questi ravaneti, per il sessanta per cento liberi da vincoli, danno un aspetto irreale a chi osservi le montagne dal mare, infatti, sembra che vi sia la neve per tutto l'anno.

SPECIFICHE E COLORI DI PIETRE, MARMI & GRANITI

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